CasaDei Romagnoli, sapori che suonano di Romagna

Una travolgente onda di romagnolità: è la definizione che meglio rende l’idea di cosa sia CasaDei Romagnoli. Un progetto nato solo nel 2018, eppure già solido, che conta su tre locali avviati, un sito di vendita on line con spedizioni in tutta Italia e tantissimi progetti ispirati dalla volontà di esportare la cultura romagnola ovunque. E di farlo attraverso le tante sfumature che rendono la Romagna e la sua gente un carico di contagiosa vitalità, a partire dai sapori della cucina tradizionale, con una protagonista a regnare sovrana: la piada, anzi… la “pìda”, come il titolo di una canzone di Raoul Casadei, un nome che è sinonimo di Romagna.

Casadei, un nome che è sinonimo di Romagna

La storia di CasaDei Romagnoli si lega a doppio filo con la figura del “Re del Liscio” e della sua famiglia. È proprio Carolina Casadei, infatti, figlia di Raoul, che, insieme al marito Raffaele Delvecchio, ha avuto l’intuizione di fondere i sapori della buona cucina con la musica e la giovialità tipica della Romagna. Da un lato, tutto il bagaglio culturale di una famiglia che, da Secondo Casadei (zio di Raoul, inventore del liscio e autore della celebre “Romagna Mia”, più che una canzone, un vero e proprio inno) in poi, ha saputo trasmettere, soprattutto attraverso la musica e la danza, lo spirito appassionato di una terra così generosa e ospitale; dall’altro, l’esperienza di executive chef di Lele Delvecchio. Da questo binomio s’è accesa la miccia di un’idea tanto semplice quanto vincente, geniale già nel nome. CasaDei Romagnoli è, infatti, un riuscitissimo gioco di parole tra il cognome considerato sinonimo di romagnolità e l’ispirazione di base, quella cioè di trasmettere un senso di accoglienza che sa di casa. Idea che si è concretizzata nel 2018, quando ha visto la luce il primo locale di San Mauro Mare (FC), cui hanno fatto seguito, nel giro di un anno, quelli di Gatteo Mare e di Valverde, frazione di Cesenatico

Una regina chiamata “piada”

“Nella piadina c’è la grinta di Pantani, l’allegria del liscio, il cuore dei bagnini e l’arte di Fellini– così recita una canzone di Raoul Casadei, che rende omaggio alla piadina romagnola. Con la sua semplicità rustica, quella che contraddistingue le cose fatte in casa e a mano, come una volta, è la specialità che meglio rappresenta la Romagna. E non a caso, si tratta del cavallo di battaglia di CasaDei Romagnoli. La regina della proposta culinaria dei tre locali attivi è proprio lei, la piada. Se ogni famiglia romagnola ha la sua ricetta, i Casadei non potevano essere da meno. Il valore aggiunto è la farina del Molino Bernini, azienda romagnola che lavora il grano macinandolo a freddo, a pietra, e con la pazienza e il rispetto dei tempi necessari a ottenere un prodotto sano e integro in tutte le sue proprietà organolettiche. Una base di partenza vincente, cui si aggiunge l’accortezza di dosare nell’impasto la giusta quantità di strutto. “E’ parte integrante della nostra cultura e non ci rinunciamo,” – spiega Carolina Casadei – “cerchiamo solo di dosarlo in modo da avere il giusto equilibrio tra golosità e leggerezza, con una piada buona e digeribile”. Esattamente come in un’orchestra, ogni elemento deve contribuire a comporre il tessuto sonoro in armonia con gli altri, senza risultare prevaricante. Solo così può venirne fuori una melodia appagante, che suona di Romagna. Proprio come la piadina di casa Casadei.

Stagionalità, freschezza e un km 0 che più zero non si può

La proposta culinaria non si limita, tuttavia, a una pur ottima piada. Nel menù trovano infatti spazio piatti sempre in linea con la stagionalità dei prodotti. “Abbiamo scelto di puntare sulla freschezza e la qualità delle materie prime” – precisa Carolina – “sia per quanto riguarda il pesce, sia per gli altri ingredienti”. Può capitare quindi di gustare un succulento brodetto di pesce, una generosa porzione di seppie e piselli o degli strozzapreti alle vongole, per stare su classici noti, ma anche piatti meno conosciuti e altrettanto caratteristici della riviera romagnola, come le tagliatelle ai canolicchi e la frittura di bianchetti, un particolare tipo di pesce di taglia piccola e dal singolare corpo trasparente, proprio per questo meglio conosciuti qui come “uomini nudi”. Se la proposta di pesce è incentrata su ciò che il mare ha di volta in volta da offrire, lo stesso vale per verdure e ortaggi. “Per la maggior parte arrivano tutti dal nostro orto” – racconta orgogliosa Carolina. Un km 0 che più zero non si può. Nella tenuta di famiglia, infatti, oltre alla passione per la musica, ha trovato terreno fertile anche quella per i buoni sapori della tradizione contadina. “La nostra filosofia è proporre una cucina che sappia fondere in sé tradizione e innovazione. Non perdiamo di vista le ricette dei piatti più tipici, ma le proponiamo nella versione più sana possibile. Nei piatti proposti, ad esempio, non usiamo pesanti soffritti. Se gli ingredienti di base sono di qualità, non c’è bisogno di coprirli con sapori invadenti. Cerchiamo piuttosto di esaltarne le caratteristiche. E lo facciamo proponendo a chi si concede l’esperienza di mangiare da noi qualcosa che sia buono sia mentre lo assapori, sia dopo”.

Vivere la Romagna a 360°

Nei locali di CasaDei Romagnoli si vive un’esperienza che va aldilà del buon mangiare. Intanto c’è la musica come elemento sempre presente, sia nelle esibizioni dal vivo, che spesso allietano le serate, sia con le iniziative a cura della scuola di ballo liscio “Balla Con Noi” di Paolo Semprini e Debora Cecchetti. C’è poi la scuola di cucina, che permette di imparare le ricette della tradizione romagnola mettendo direttamente le mani in pasta. Su tutto però ci sono due elementi irrinunciabili, come Carolina stessa sottolinea: “Cordialità e accoglienza sono tratti caratterizzanti della Romagna e dei Casadei. Questi sono i criteri che adottiamo anche nella scelta dello staff”. Uno staff che esprime solarità e che è composto prevalentemente da giovani: “Li selezioniamo senza esperienza, ci divertiamo a farli crescere con noi. Ciò che cerchiamo in loro è semplicemente entusiasmo, passione e voglia di imparare”. Il resto lo fa il contesto: assaporare i piaceri della buona cucina coi piedi nudi sulla sabbia, mentre senti il sapore salmastro dell’aria di mare accarezzarti la pelle, è qualcosa di magico. Una magia che nel locale di Valverde, direttamente sulla spiaggia, con annesso stabilimento balneare, puntualmente si ricrea. “E’ un’esperienza che lo scorso autunno abbiamo avuto il piacere di offrire fino a ottobre inoltrato” – ricorda Carolina. “Cogliere lo stupore e l’emozione di chi imparava ad apprezzare quel che la riviera sa regalare anche oltre la stagione estiva è davvero impagabile”. Del resto, la Romagna è un sorriso stampato sul cuore di chi la sa apprezzare.

CasaDei Romagnoli: la casa di chi ha un po’ di Romagna dentro

Il progetto CasaDei Romagnoli è destinato a crescere. Innanzitutto, il primo storico locale di San Mauro Mare cambierà presto sede e da semplice piadineria diventerà un nuovo spazio, in cui ampliare la proposta culinaria e ospitare gli altri eventi organizzati. Ma c’è tanto altro che bolle in pentola: a partire dall’ampliamento della rete di distribuzione dei prodotti. La piadina, su tutti: oggi acquistabile dal sito con consegna a domicilio in tutta Italia, sarà presto disponibile anche in alcuni punti vendita della grande distribuzione. C’è poi l’idea di promuovere iniziative di turismo esperienziale, finalizzate a far conoscere più a fondo la cultura romagnola. Infine, il proposito di aprire altri locali, da affidare in gestione a giovani appassionati al progetto. “La passione è il vero ingrediente irrinunciabile di tutto ciò che pensiamo e che facciamo” – conclude Carolina. “Vorremmo essere la casa di tutti quelli che, pur vivendo altrove, si sentono romagnoli nello spirito”. E in effetti qui la Romagna te la senti addosso come un abbraccio caldo sin dal momento in cui varchi la soglia. Tutto trasuda di quella giovialità e della genuinità di cui i figli di questa terra sono naturalmente dotati. Portatori sani di ottimismo e di amore per la vita e i suoi piaceri, proprio come un giro di liscio o un bicchiere di Sangiovese. “Alla CasaDei Romagnoli, in fondo, non esistono sconosciuti, ma amici che devono ancora incontrarsi”.

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