Piadina del Salinaro: la tradizione del chiosco alla portata di tutti

L’esperienza e la passione di quattro chioschi storici di Cervia uniti nel dar vita a un prodotto simbolo della tradizione romagnola: tutto questo è racchiuso nel marchio “La Piadina del Salinaro”. Un’avventura nata ufficialmente nel 2015, ma frutto di anni di gestazione, che hanno coinvolto Sauro e Amos Bernabei, Ivana Dari, Daniele Zamagna, Milena Pagliacci, Monica Iascio e Piero Ricci. Ciascuno di loro ha portato il suo contributo all’obiettivo comune di rendere la vera piada artigianale, fatta e tirata a mano come una volta, alla portata di tutti. Curiosi di andare a scoprire i segreti che rendono La Piadina del Salinaro un’eccellenza capace, sin dal primo assaggio, di conquistarti e di portarti l’atmosfera romagnola direttamente nel cuore?  

Una piada nel solco della tradizione

L’idea della Piadina del Salinaro nasce da anni di confronto e di discussioni, che hanno avuto per protagonisti i gestori di quattro chioschi storici di Cervia e della sua frazione più nota, Milano Marittima. Durante le riunioni dei produttori artigianali di piadina romagnola finalizzate all’ottenimento del marchio IGP, tra i titolari del “Chiosco del Lago”, “Il Chiosco dei Pini”, “Al Chiosco da Piero & Monica” e “Piadina del Mare” si fa strada il proposito di creare un prodotto in cui far confluire l’esperienza e la passione che ognuno di loro ha saputo portare avanti negli anni. Si tratta, infatti, di realtà eredi dell’antica tradizione legata a quel “pane dei poveri”, che con la sua semplicità ha saputo diventare ambasciatore della buona cucina romagnola anche oltre i confini nazionali. Se è vero che oggi la piadina romagnola è una specialità nota e apprezzata a livello globale, non vanno però dimenticate le sue origini umili, legate alla cultura contadina. Quando il pane era un lusso che ci si poteva permettere solo in rare occasioni, le azdore (o ‘zdore, come vengono chiamate nel dialetto locale le donne che si occupavano della casa e della famiglia) si adoperavano con mani e mattarello e una manciata di ingredienti per portare in tavola un’alternativa semplice, che non necessitava di lievitazione e che, servita calda, fosse un appagante accompagnamento al pasto. Quella tradizione ha saputo poi evolversi nel tempo, uscendo dalle mura domestiche per offrirsi agli avventori lungo le strade della Romagna. Semplici banchetti al riparo di un ombrellone, attrezzati con una teglia di terracotta riscaldata a carbone su cui cuocere le piade da offrire così, in purezza, senza farcitura: erano gli antenati dei chioschi, che hanno invece preso piede a partire dagli anni Sessanta, col diffondersi del turismo di massa. Da lì in avanti c’è stata l’evoluzione verso piccole strutture in legno, sulla falsariga delle cabine balneari, attrezzate con teglie o piastre roventi su cui cuocere le piadine, sempre rigorosamente preparate al momento e farcite a piacere. I gestori dei chioschi che hanno dato vita alla Piadina del Salinaro sono proprio figli di questa tradizione. Una tradizione talmente forte e radicata da sapersi tramandare di generazione in generazione e da cui non poteva che scaturire qualcosa di buono.

L’unione fa la forza

La Piadina del Salinaro è dunque il risultato dell’unione di quattro modi di intendere una specialità espressione della stessa, tanto antica quanto preziosa, arte. “La cosa bella è che da quattro ricette diverse ne abbiamo tirata fuori una che è diversa da tutte” – racconta Sauro Bernabei, titolare del “Chiosco del Lago”. “Ciascuno di noi continua a portare avanti la sua attività, ma in questo progetto abbiamo saputo trovare una convergenza d’intenti e ora è una realtà che cammina da sola e di cui siamo orgogliosi”. Quando si dice: l’unione fa la forza. Nella Piadina del Salinaro confluiscono, inoltre, eccellenze locali, quali il Sale Dolce di Cervia, la farina del Molino Morini di Faenza e, in quella all’olio d’oliva, solo extravergine italiano 100%. La Piadina del Salinaro esiste, infatti, nella doppia versione: tradizionale, contrassegnata da marchio IGP, e con l’olio EVO al posto dello strutto, per una versione più light. La distribuzione, per ora, è limitata ad alcuni supermercati dell’Emilia-Romagna, locali, negozi di specialità alimentari regionali e siti di e-commerce. “Il progetto di crescere e farci conoscere anche fuori dai confini regionali, tuttavia, è un obiettivo che ci prefiggiamo per il futuro” – confida Amos Bernabei, che dirige il laboratorio di via Ganna 4/A, a Cervia. “Le restrizioni legate alla pandemia da nuovo coronavirus ci hanno frenato in questo, ma contiamo di riprendere il nostro percorso di crescita, sempre con la politica dei piccoli passi, che ci ha contraddistinto fin dall’inizio”.

Tutto a mano, come una volta: il valore aggiunto dell’artigianalità

L’attività dei chioschi e il laboratorio dove si produce La Piadina del Salinaro sono dunque realtà parallele, ma con un punto comune imprescindibile: si fa tutto a mano, come una volta. Anche se questo impone una tiratura limitata, che permette di produrre un massimo di circa duemila piadine al giorno e che impone un prezzo di vendita finale leggermente superiore a quello della produzione industriale. “Competere con aziende strutturate per grandi volumi produttivi non è certo ciò che ci prefiggiamo” – sottolinea Sauro Bernabei. “Puntiamo piuttosto a distinguerci per qualità. Le piade di altri marchi non vedono la mano dell’uomo in nessun passaggio produttivo, mentre le nostre sono artigianali al 100%. Lo scopo è far sì che il consumatore finale possa rendersene conto”.

Piadina del Salinaro: un’esperienza che ti conquista

L’intento di dare vita a un prodotto capace di portare la magia del chiosco alla portata di tutti, senza però tradire la base comune, ovvero il rispetto della buona tradizione romagnola, è centrato in pieno. Assaporare la piadina del salinaro non è solo lo sfizio di mangiare una piadina, è una vera e propria esperienza. Lo puoi presagire sin dall’aspetto: lo spessore è quello tipico dello stile ravennate, dove le piade sono più alte e consistenti, la superficie presenta tutte le sfumature cromatiche che vanno dal bianco avorio della farina al giallo del grano, fino alle tipiche areole brunite dalla cottura e il bordo è irregolare e leggermente frastagliato, come da lavorazione manuale. Lo senti poi dal profumo che esala dal fuoco mentre la scaldi: la fragranza tostata e il sentore inconfondibile dello strutto annunciano qualcosa che sa davvero della Romagna dei chioschi. E la friabilità che infine ritrovi sotto i denti sin dal primo morso ti porta esattamente lì, dove tutto ha avuto inizio. Basta chiudere gli occhi e assaporare: l’immaginazione e la magia dei sensi appagati fanno il resto. Tutto questo marca la differenza tra un prodotto d’eccellenza e uno ordinario. La differenza tra La Piadina del Salinaro e qualsiasi altra piadina in vendita sugli scaffali dei supermercati. È questo il valore dell’artigianalità e dell’esperienza: elementi impagabili di un’arte che non ha prezzo.

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