Le migliori 5 birre rosse artigianali

Parliamo oggi di birre rosse. A partire dalla precisazione che, in realtà, si tratta di una categoria inventata artificialmente. La birra rossa, o meglio ambrata, è fondamentalmente una birra chiara con una colorazione diversa dovuta soprattutto alla tostatura del malto. Per il resto, ingredienti e processo di produzione sono gli stessi delle chiare, ecco perché non è appropriato riferirsi alle birre ambrate come espressione di un particolare stile birraio. Fatta la doverosa premessa, ci addentriamo volentieri in questa terra di mezzo (a metà strada, cioè, tra le classiche bionde e le scure in stile porter o stout, tipo Guinness per intenderci) dell’universo birraio, proponendovi una selezione delle migliori cinque birre rosse artigianali italiane. Almeno, di quelle che ho avuto modo di provare – e apprezzare – personalmente.    

boccali benaco70
boccali benaco70

L’aroma del malto che si lascia amare

Come precisato, quando parliamo di birra rossa o birra ambrata, non stiamo facendo riferimento a uno stile birraio. Sono sempre acqua, malto (generalmente d’orzo) e luppolo gli ingredienti di base. Ogni mastro birraio poi ha una sua personale ricetta e possono esserci quindi delle varianti, anche a livello di ingredienti, con l’aggiunta, ad esempio, di farro, castagne o miele. Questo vale soprattutto nel panorama dei birrifici artigianali, dove l’artigianalità consiste proprio nel tocco personale che ogni produttore dà alla sua birra. Un panorama, quello dei birrifici artigianali italiani, in continua evoluzione e che sta alzando il livello qualitativo dell’offerta, come già visto qualche tempo fa con la nostra top 5 delle migliori birre artigianali in stile blanche. Qui ci occupiamo, invece, delle rosse, il cui tratto comune è quello di presentare un caratteristico colore tendente al ramato, un moderato tenore alcolico (in genere tra il 5% e il 6%) e un gusto amabile, in cui prevalgono le note di malto. È proprio la tostatura del malto d’orzo la principale prerogativa di queste birre. Tostatura attraverso la quale si ottiene sia un colore finale più scuro, che si discosta quindi dalla classica bionda, sia un’aromaticità più corposa e intensa, con quel sentore di cereale che spesso prevale sull’amaro del luppolo. Amabili, vellutate, appaganti: pronti a scoprire la nostra top 5 delle migliori cinque birre rosse artigianali italiane?

Rossa al radicchio San Gabriel 2
Rossa al radicchio San Gabriel

5 – Birra Rossa al radicchio (Birrificio San Gabriel)

San Gabriel può essere considerato tra i birrifici artigianali storici. Fondato nel 1997 a Busco di Ponte di Piave, nella provincia di Treviso, dal 2006 coltiva in proprio l’orzo distico, da cui si ricava il malto impiegato nel processo di preparazione delle birre. E non poteva che arrivare da un birrificio trevigiano l’idea di utilizzare un rinomato prodotto autoctono come il radicchio rosso per questa ambrata dal 5,5% di volume alcolico e caratterizzata da un discreto cappello di schiuma e da un basso grado di frizzantezza. Chi teme il sentore troppo amaro del radicchio rimane, invece, piacevolmente spiazzato dall’incontrare un gusto rotondo, dove i malti tostati da una parte e l’azione amaricante del radicchio e del luppolo dall’altra si bilanciano alla perfezione. Una birra equilibrata, che sorprende sorso dopo sorso e che ti porta facile a fondo bottiglia, con l’unico dispiacere di averla finita troppo presto.

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b94 – Terra Rossa

 

4 – Terra Rossa (Birrificio B94)

 Altra creazione del microbirrificio salentino B94, già noto e apprezzato per la sua November Ray, si presenta con un cappello di schiuma compatto e persistente, che fa da morbido approdo al primo sorso. Caratterizzata da una bassa carbonazione, come si confà a questo genere di birre, rivela subito una nota prevalente di malto, che però lascia via via campo all’amaro del luppolo. Un equilibrio in evoluzione al palato, con un finale secco a chiamare la sorsata successiva. Dal color rame e da una gradazione alcolica che sa di esattezza (5%), è una birra senza particolari complessità aromatiche, dalla buona bevibilità e capace di accontentare sia i palati avvezzi all’amabile che quelli più affini all’amaro.

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birra del poeta ambrata

3 – Birra del Poeta ambrata al farro (prodotta dal birrificio La Petrognola per Baiocchi & Co.)

Già conquistato dalla bianca al farro, ho voluto provare anche la versione ambrata della Birra del Poeta. Caratterizzata da una gradazione alcolica leggermente superiore (5,5%), si differenzia dalla sorella bianca anche per la presenza, tra gli ingredienti, di solo malto d’orzo e di una più alta percentuale di farro (20%). Dal colore ambrato, con qualche riflesso dorato, presenta un buon cappello di schiuma, che conduce morbidamente al primo sorso. E già da quello s’intuisce che anche qui c’è poesia: il gusto è piacevolmente amabile, la frizzantezza contenuta e le note maltate emergono trionfanti. Si beve che è un piacere e la si apprezza a tutto tondo, da sola o in accompagnamento a una grigliata di carne o a una pizza. Il binomio tra il distributore romagnolo Baiocchi e il birrificio toscano La Petrognola, con la valorizzazione di una materia prima d’eccellenza quale il farro della Garfagnana IGP, funziona e sa dare solo buoni frutti.

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Birra red shift Adda

2 – Red Shift (Birrificio Adda)

Prodotta dal Birrificio Adda di Brembate (Bergamo), la Red Shift è una birra dal colore ramato, sormontata da un abbondante cappello di schiuma, pannoso e persistente. All’assaggio si è pervasi dal sentore di cereale tostato tipico del malto, che conferisce a questa birra un tenore amabile, con solo qualche remoto accenno di luppolo. Corposa e piacevole dall’inizio alla fine, senza sbavature, con un grado alcolico comunque contenuto (5,3%), ha saputo conquistarmi.

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birra brown ale benaco70

1 – Birra Brown Ale (Birrificio Benaco70)

Dall’estro e dalla passione di Riccardo ed Erica, fondatori del birrificio Benaco70, con sede ad Affi (provincia di Verona), nasce questa birra color ruggine, sormontata da un cappello di schiuma pannoso, che già di suo è un bel biglietto da visita. Il resto lo fa il contenuto: una birra che si rivela carica di sentori di malto e caramello, carezzevole al palato come poche altre e dalla frizzantezza quasi assente. Avvolge e appaga da subito. Ha corpo e al tempo stesso risulta beverina, col suo tenore alcolico limitato a un modesto 4,5%. Anche questo è, nel suo piccolo, un capolavoro di arte birraia. Creare birre corpose e strutturate caricando sulla parte alcolica equivale, in un certo senso, a voler vincere facile. Riuscirci, invece, giocando sapientemente sugli ingredienti e sul processo di preparazione, significa saperci fare. E i ragazzi del birrificio Benaco70 dimostrano di saperci fare davvero. Con la loro Brown Ale hanno fatto decisamente centro. Una birra che non si dimentica. Piuttosto, si finisce con l’innamorarsene. Proprio com’è successo a me!

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Spero che questo viaggio nella terra di mezzo dell’universo birraio, alla scoperta delle migliori cinque birre rosse artigianali italiane, vi abbia quantomeno incuriosito. Aldilà di gusti e considerazioni personali, conoscere le piccole realtà che animano la produzione brassicola italiana permette di scoprire un autentico patrimonio di passione e competenze. Ogni microbirrificio ha una storia e un percorso da raccontare. Percorsi spesso difficili e accidentati, non abbastanza agevolati a livello di legge, né sufficientemente tutelati. Per questo ancora più preziosi. Ancora più da valorizzare.

La buona birra artigianale in Italia c’è, è una realtà viva e in continuo fermento. Una realtà tutta da assaporare, un sorso alla volta. In alto i boccali allora e… prosit!

 

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