Lambrusco, il rosso italiano più amato al mondo

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Rosso, fruttato, spumeggiante: già in queste tre caratteristiche distintive rivela la sua natura festosa. È il Lambrusco, il vino italiano più venduto sia nel nostro paese che nel resto del mondo. Se però è vero che gode di tanta popolarità, è altrettanto vero che non tutti ne conoscono la storia e le varie tipologie prodotte, che insieme contribuiscono al suo successo.

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Un vino espressione di un territorio

 Il nome Lambrusco deriva dal vitigno selvatico denominato labrusca vitis, che cresceva spontaneamente ai margini delle campagne e che regalava frutti aspri. Vi si trova traccia già in alcuni scritti ad opera di Virgilio, a testimonianza di una storia che ha origini antiche. Storia indissolubilmente legata a una precisa area geografica, quella che comprende le provincie di Modena e Reggio Emilia, in particolare, coinvolgendo anche parte del parmense e del mantovano. Le coltivazioni dedicate alla produzione del Lambrusco si estendono lungo le vallate e i colli emiliani, ma trovano terreno fertile anche e soprattutto in pianura. Se le uve delle aree collinari e sub collinari regalano un vino dalla spuma compatta e dal gusto avvolgente, quelle delle campagne di pianura danno luogo a sapori più netti e asciutti. Le condizioni climatiche di quest’area geografica, caratterizzata da estati calde, inverni rigidi e venti che soffiano umidi soprattutto da sud, permettono alle uve di esprimere una buona complessità aromatica con un tenore alcolico contenuto. Sorseggiare un bicchiere di Lambrusco, oltre a essere un piacere sensoriale, ci racconta dunque delle sue origini. Si porta dietro l’impronta della sua storia.  Una storia più che mai espressione di un territorio.

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Tante varietà per un unico grande nome

Parlare di Lambrusco significa chiamare in causa un’intera famiglia di vitigni a bacca scura, tutti autoctoni. Ovvero, derivanti da piante nate e cresciute spontaneamente nella stessa area geografica dove poi si produce. Oggi se ne contano ben dodici varietà, che danno origine e nome a diverse tipologie di Lambrusco: Sorbara, Grasparossa e Salamino sono tra le più note. Ve ne sono addirittura alcune che prendono il nome dalla famiglia che le ha create, come Maestri e Marani. È proprio grazie alla dedizione degli agricoltori locali che questo vitigno ha saputo diversificarsi, raccogliendo le sfumature che distinguono una zona dall’altra. Tante varietà per un unico grande nome, che vanta diverse denominazioni. Tra queste, le due DOP legate alla provincia di Reggio Emilia, ovvero Lambrusco Reggiano e Colli di Scandiano e di Canossa, la DOP Colli di Parma, il Lambrusco Mantovano DOC e numerose IGT. A distinguersi in fatto di marchi storici, tuttavia, è soprattutto la provincia modenese. Oltre a vantare quattro DOPSorbara, Grasparossa di Castelvetro, Salamino di Santa Croce e Lambrusco di Modena – qui hanno sede la più antica cantina sociale italiana in attività e ben tre cantine sociali che hanno già tagliato il traguardo dei cent’anni dalla fondazione. Non a caso esistono due consorzi, il Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi e il Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, che si occupa di promuovere e tutelare la tradizione legata a questo vino. Quest’ultimo, in particolare, lo fa anche attraverso un disciplinare di produzione, che definisce i processi di realizzazione delle varie denominazioni d’origine. Sono trentotto, ad oggi, le aziende e le cantine sociali che aderiscono al consorzio e che ne rispettano il disciplinare A garanzia di un risultato finale in grado di rispecchiare qualità e caratteristiche di un prodotto noto e apprezzato in tutto il mondo.

Photo_3Vigneto Lambrusco

I motivi di un successo

Profumato e aromatico, frizzante, spumoso, dall’intenso colore rosso rubino e facile da bere: queste sono le caratteristiche che fanno del Lambrusco un prodotto unico. Caratteristiche che lo rendono spesso inviso ai più sofisticati, che tendono a snobbarlo, considerandolo troppo “pop”, non all’altezza di altri nobili nomi del panorama vinicolo italiano. In realtà, la popolarità di cui gode lo sta consacrando sempre più come un’eccellenza nostrana. I numeri, del resto, parlano chiaro. Basti pensare che nel 2018 ne sono state imbottigliate oltre 145 milioni di bottiglie da 75 cl nelle sole provincie di Modena e Reggio Emilia. Una produzione impressionante, che ha trovato consacrazione anche all’estero, conquistandosi tanti estimatori oltreoceano, negli Stati Uniti d’America soprattutto. E lo ha fatto proprio grazie al suo essere vino semplice, facile da bere, adatto anche ai neofiti. Chi si approccia al mondo del vino e lo fa con un Lambrusco, facilmente se ne appassiona o quantomeno alimenta una curiosità che lo porta poi ad aprirsi verso un mondo articolato e complesso. Un mondo di cui il Lambrusco è degno rappresentante. Ma, proprio come accade a tanti grandi talenti costretti a emigrare all’estero per affermarsi, il Lambrusco ha dovuto trovare gloria lontano da casa per conquistarsi il meritato rispetto ed essere collocato a pieno diritto tra i grandi nomi della tradizione italiana. Successo che, invece, non è mai mancato a livello popolare. Del resto, quella sua naturale frizzantezza, il suo essere poco tannico e l’acidità contenuta, a tutto vantaggio di freschezza e sentori fruttati, lo rendono un vino festoso e alla portata di tutti. Il modo in cui sa sposare alla perfezione tanti sapori della cucina emiliana fa il resto. Provate a pensare a un generoso tagliere composto da salumi piacentini, Mortadella Bologna IGP, Culatello di Zibello DOP, qualche scaglia di Parmigiano Reggiano DOP e un cestino di gnocco fritto ancora caldo e profumato. Immaginate di attingere a questi sapori straordinari innaffiandoli con un calice di Lambrusco appena fresco e sormontato da un dito di schiuma spumosa… come non sentir l’animo alleggerirsi già su suadenti note di felicità?

Lambrusco Harvest

Naturalmente con tante produzioni così diversificate esistono altrettante varianti anche a livello di gusto. Dall’amabile (con un volume alcolico intorno all’8%) al secco (il cui grado alcolico si aggira intorno all’11%), dalla versione spumante a quella con un vivace appena accennato… tante diverse vesti per un unico grande successo: Lambrusco, il nome di una tradizione che, a partire da un piccolo territorio, ha saputo conquistare il mondo.

(Immagini fornite dal Consorzio tutela del lambrusco di Modena)


 

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