LùBar – Il buon cibo all’ombra dei musei

 

Una nuova tendenza a Milano è sicuramente rappresentata dal moltiplicarsi delle caffetterie all’interno o comunque nello stessa area dove sorgono i musei. Posti curati che offrono la possibilità di trascorrere del tempo coniugando l’arte al buon cibo e al living, cercando di coinvolgere così un pubblico davvero trasversale.

Complice il protrarsi della mia permanenza a Milano anche in pieno agosto, ho deciso di fare la ‘turista’ e visitare quei posti che in genere sono sovraffollati e presi d’assalto, come le gallerie e i musei appunto.

 

Ed in cima al mio taccuino dei ‘place to be’ c’era sicuramente il LùBar.

Nella splendida cornice della Villa Reale di Milano che ospita la Galleria D’Arte Moderna in Piazza Palestro, circondata dall’omonimo parco, si colloca questo piccolo gioiello che sembra quasi fuori dal tempo, un luogo sofisticato che si propone di creare un’atmosfera sensoriale di vacanza a 360°, alla vista e al gusto, in ricordo della Sicilia.

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I suoi fondatori (i tre fratelli Bonaccorsi, Milanesi ma di origini siciliane),  sono partiti da un chiringuito alle porte dell’Oasi di Vendicari  per poi portare a bordo di un Ape Car, le specialità siciliane in giro per l’Italia e l’Europa.  Da questa prima avventura il concept si espande fino alla partecipazione, nel 2017, al bando per la creazione di un ristorante nella Villa Reale di Milano. La sfida è quella di far convivere la semplicità dello street food di origine con il prestigio della location. E a mio parere la sfida è perfettamente riuscita.

All’ingresso si viene accolti dal cortile con chiostro e tavolini in ferro battuto circondati da piante.

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Si rimane ‘immersi nel verde’ anche all’interno del locale dove, dopo aver superato l’ingresso in cui si colloca il bellissimo bancone, stile anni ’50, si entra nella sala principale che è un vero e proprio giardino d’inverno.

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Al centro troneggia la splendida statua di Thorvaldsen circondata dai tavolini di marmo che danno sulla vetrata e sul cortile. Lampadari in ferro battuto, pietre, marmi, conferiscono al locale un’aria parigina e quasi snob.

Il menu propone. come dicevo, piatti dalle origini siciliane ma rivisitati in chiave moderna: dagli arancini mignon assortiti, macco di fave, panelle con avocado, alla caponata di melanzane, busiate con pesto di mandorle e paccheri alla norma. Piatti che sicuramente mi propongo di assaggiare per le volte successive in quanto mi hanno davvero incuriosito.

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Data la mia visita in orario di colazione, ho assaggiato la parte ‘dolce’ del menu:

Ovvero mini cannoli di ricotta riempiti al momento, croissant alla crema pasticcera e pane tumminia (un grano duro tipico del trapanese macinato a pietra) tostato con confetture homemade e centrifuga bio.

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Devo dire che ho trovato tutto molto buono anche se si tratta ovviamente di una colazione non da tutti i giorni visto il conto un po’ salato.

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Per la mia giornata da ‘turista’ ho scelto un outfit abbastanza comodo e fresco viste le temperature estive: quindi shorts a portafoglio bianchi e maglia crop arricciata fucsia, sandali bassi bianchi e borsa a tracolla color panna.

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Lo trovate in sintonia con un posto chic come il Lubar?

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