Le migliori 5 birre blanche artigianali

Le cosiddette birre blanche derivano da un antico stile tipico del Belgio e, più in generale, del nord Europa. Si caratterizzano soprattutto per l’uso di malto di frumento, oltre a quello d’orzo, e per l’aggiunta di spezie ed erbe aromatiche. Ne risulta un gusto vagamente acidulo, con note fruttate, che le rendono amabili, dissetanti e piuttosto beverine. Da appassionato del genere e curioso esploratore dell’articolato universo dei birrifici artigianali italiani, intendo oggi proporvi una selezione delle mie cinque (più una) migliori esperienze in quest’ambito.    

Caratteristiche e gusto di uno stile antico

 Come anticipato nell’introduzione, lo stile blanche affonda le sue radici in Belgio. Questo spiega, tra le altre cose, perché è noto e utilizzato soprattutto il termine francese. Altro modo di definire questo stile birraio è wit, che in olandese significa, appunto, bianco. Bière blanche, witbier o birra bianca sono, tuttavia, solo modi diversi di chiamare lo stesso prodotto, la cui ricetta originale risale al medioevo. Non a caso, oltre a quello d’orzo, si usa il malto di frumento, cereale storicamente abbondante nelle terre nord europee, e una miscela di spezie ed erbe aromatiche, detta gruit, da aggiungere una volta terminata la fermentazione. Il gruit varia a seconda del produttore. Tra le erbe più comunemente utilizzate ci sono l’erica, l’achillea millefoglie e, soprattutto in tempi più recenti, la camomilla. Tra le spezie, invece, semi di coriandolo, chiodi di garofano, cannella e zenzero. In passato la funzione del gruit era quella di conservante naturale, compito che normalmente viene assolto dal luppolo. In assenza di sistemi di refrigerazione, l’aspetto della conservazione era fondamentale, da qui l’importanza del gruit. Oggi si gioca molto su questo mix di erbe e spezie per conferire alla birra particolari caratteristiche gustative.

A completare il profilo aromatico delle attuali blanche c’è, inoltre, l’utilizzo di scorza d’agrumi, tipicamente arancia, e di avena o altri cereali, da aggiungere ai malti d’orzo e di frumento nella fase di fermentazione.

Ultimo ingrediente caratteristico delle blanche è il lievito. Trattandosi di un tipo di birra generalmente non pastorizzata, il lievito resta in sospensione nel liquido. Questo contribuisce e renderlo torbido e fa sì, inoltre, che il gusto della birra stessa vada modificandosi nel tempo. Trattandosi di un alimento vivo, infatti, il lievito continua a fermentare anche una volta imbottigliato.

La qualità artigianale italiana

Nonostante sia uno stile originario del Belgio e tipico del nord Europa, anche in Italia abbiamo delle ottime versioni di birre blanche. Il panorama dei birrifici artigianali è in continuo fermento, proprio come il profilo aromatico di una buona blanche, e sa regalare prodotti di grande qualità. Eccone di seguito alcuni, che ho avuto il piacere di provare personalmente.

5 – Birra Blanche Birrificio Agricolo Ramoni

Birra bianca al farro realizzata da questo giovane birrificio agricolo abruzzese (attivo dal 2016), caratterizzata da un tasso alcolico moderato (5%) e da un cappello di schiuma lieve ma persistente ad accompagnare la prima sorsata. Di colore giallo paglierino, si presenta morbida e piacevole, con l’aggiunta del farro, sapientemente dosato a esaltare i sentori del malto. Nel finale emerge una nota lievemente erbacea, che tuttavia non disturba, né sposta gli equilibri verso l’amaro. La definirei una birra completa: corposa e appagante, avvolgente e dissetante.

birrificio ramoni fustibirrificio ramoni spillatrici

Il valore aggiunto è la qualità delle materie prime. Trattandosi di “birrificio agricolo”, infatti, gli ingredienti utilizzati nel processo di preparazione sono di produzione propria. A partire dal malto, coltivato nei campi dell’azienda e successivamente lavorati presso un maltificio consortile. Persino l’acqua di base è quella che sgorga dalle sorgenti del Parco Nazionale del Gran Sasso, dove il birrificio ha sede. Qui, a 720 metri di altitudine, alle pendici del Monte Foltrone, nasce dunque un prodotto a chilometri zero, che sembra davvero racchiudere in sé la purezza del contatto diretto con una natura incontaminata.

Birra ramoni blanche

4 – Chiaraluna (Birra Eretica)

Birra Eretica è una realtà brianzola, che nasce nel 2011 dalla passione birraia di due amici, Luciano e Ilario. E’ da una loro felice intuizione che nasce la Chiaraluna, birra dalla moderata gradazione alcolica (4,8%), che si presenta con un buon cappello di schiuma sopra un giallo torbido. Al palato si rivela come una primavera appena sbocciata: un’autentica rivelazione, che sorprende col suo profumo floreale e con un gusto amabile, vagamente vanigliato, che dapprima rincuora e poi bacia letteralmente ogni singola papilla gustativa. Bassa vivacità e facilità di bevuta completano il quadro di un’esperienza piacevole, che ti fa arrivare al fondo della bottiglia con già un pizzico di nostalgia e una domanda: a quando la prossima?

Birra chiaraluna - Eretica

3 – Ma.Ma Bianca (Birra Flea)

Prodotta col marchio Ma.Ma, destinato alla grande distribuzione, è una birra figlia del birrificio umbro Flea, con sede a Gualdo Tadino (PG). Si presenta con un colore giallo opalescente, sormontato da un discreto cappello di schiuma compatta. L’impatto è già una coccola: la senti accarezzarti il palato e rilasciare, poco a poco, tutti i suoi sentori fruttati. Una birra piacevolmente abboccata, dalla vivacità contenuta e con un onesto 5% di volume alcolico. Sicuramente una delle più riuscite versioni del genere, che spicca anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo, se si considera il costo di 3,99 euro per una bottiglia da 75cl.

Birra la bianca ma.ma flea

2 – White Ginger (Birra Deb’s)

Una birra con l’Abruzzo nel cuore. E’ lì, infatti, che ha sede il birrificio nato nel 2014 dalla passione e dalla determinazione (quella di trasformare questa passione in una fiorente realtà artigianale) di Debora Franceschelli. Ed è sempre da lì, dalla terra abruzzese, che proviene la maggior parte degli ingredienti utilizzati nella preparazione delle birre. Come per questa White Ginger, realizzata con Grano Solina, cereale presidio Slow Food. Birra dalla bassa gradazione alcolica (4,8%), al boccale si presenta con un colore giallo opalescente e un discreto e compatto cappello di schiuma. La scarsa frizzantezza ne fa una birra dall’impatto morbido. Al palato si rivela poi beverina e carezzevole, con note speziate capaci di arricchirne il gusto, pur senza disturbare. “Birre semplici, ma che non lasciano indifferenti” – è uno dei motti che ispira la produzione di questo birrificio. Obiettivo centrato appieno da questa White Ginger, che ha saputo toccare corde ben aldilà dell’indifferenza. E che non ho dubbi possa fare altrettanto con tutti quei palati avvezzi a gusti amabili e sentori maltati.

Birra White Ginger - Deb's

1 – Birra del Poeta (Baiocchi)

Prodotta dal birrificio toscano La Petrognola per conto del distributore Baiocchi, pare esser stata ribattezzata così in onore di Giovanni Pascoli, originario di San Mauro Pascoli (FC), comune romagnolo dove Baiocchi ha sede. Per quanto mi riguarda, tuttavia, il titolo di Birra del Poeta è giustificato soprattutto dalla poesia che regala assaporandola. Prodotta aggiungendo ai malti d’orzo e di frumento il rinomato Farro della Garfagnana IGP (dove ha sede il birrificio La Petrognola), ne risulta una birra dal colore giallo paglierino.

Birra del poeta2

Torbida e con un cappello di schiuma fine, compatto e persistente, si approccia dolcemente a ogni sorso. Il frizzante è contenuto, mentre al palato è un generoso succedersi di profumi fruttati e sentori vagamente speziati. Ne risulta un gusto pieno ed equilibrato in bocca, che lascia dietro di sé una lunga scia amabile e che, al contempo, rinfresca e disseta come poche altre. Seducente, col suo 5% di volume alcolico che nemmeno par di sentire. L’unica cosa che par di sentire sono i versi di una poesia scritta in un linguaggio che va oltre ogni parola. Una poesia tutta da assaporare… con una sola avvertenza: attenzione, può creare assuefazione!

Il jolly che non t’aspetti

Quello che non mi sarei mai aspettato è trovare in un discount, come quelli della catena In’s, una linea di birre prodotte con metodo artigianale. E’ il caso di questa birra Postina, che reca il marchio del distributore Target 2000. Mi ci sono avvicinato con curiosità e, alla fine, non senza una certa diffidenza, mi sono deciso ad acquistarne una, incoraggiato quantomeno dal prezzo modico. “Male che vada,” – mi son detto – “non lo pago caro ‘sta azzardo”. E invece… e invece questa blanche (4,9% di volume alcolico), che, oltre agli ingredienti classici, si caratterizza per la presenza di farro, coriandolo e scorza d’arancia amara, ha saputo sorprendermi. Introdotta da un discreto cappello di schiuma, presenta un colore giallo opalescente, tipico del genere. Al palato ha saputo, invece, lavar via ogni diffidenza iniziale. Profumata, dal piacevole gusto con richiami fruttati, sa essere delicata e dissetante. Dal frizzante contenuto, appaga e invoglia a sorseggiarne ancora e ancora. Si arriva in fondo troppo presto. Insomma, se ancora non s’era capito, questa Postina è stata messaggera di qualcosa di buono. Esperienza da ripetere. E che serva di lezione a chi, come me, dubita che si possa trovare un prodotto di qualità (quantomeno a livello di birra) anche in un discount.

Birra postina2

Inutile precisare che questa selezione di birre artigianali italiane in stile blanche è figlia della mia esperienza e, soprattutto, riflette il mio gusto personale. Tuttavia spero che averla condivisa possa servire a chi si affaccia per la prima volta su questo stile birraio. O anche semplicemente a chi ancora non conosce bene il mondo delle birre artigianali italiane. Un vero e proprio universo in fermento, che sta vivendo una continua crescita negli ultimi anni e dove, oltre alla passione delle persone che l’animano e all’attenzione alla materia prima, si trova davvero tanta qualità. Non sarà una specialità della nostra tradizione, al contrario del vino, ma ci sono validi motivi per affermare, con un po’ di sano patriottismo, che l’Italia è terra (anche) di buone birre.

 

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