Ristorante Bellaria Rivergaro: la tradizione piacentina nel cuore… e nel piatto!

rist bellaria rivergaro vista esterna

Esplorare il piacentino in cerca di posti per una buona mangiata è come aggirarsi per i campi di calcio brasiliani a caccia di funamboli del pallone: dovunque si caschi, si casca bene. Metafora forzata, ma utile a rendere l’idea di quanto Piacenza e la sua provincia siano patria di una cultura del mangiare e bere che ha davvero pochi eguali. Una cucina fatta di sapori genuini, sinceri, che parlano semplice e che arrivano diretti a conquistarti.

Riuscire a distinguersi in questa terra di campioni del mangiar bene significa dunque essere dei veri fuoriclasse del gusto. E’ il caso del Ristorante Bellaria di Rivergaro, del quale sono onorato di schiudervi idealmente le porte.   .  

rist bellaria rivergaro interno

Una vista da cartolina sulla Val Trebbia

Situato in corrispondenza del bivio tra le strade SS45 e SP 40, si presenta come un casolare perfettamente incastonato nel contesto che lo circonda. E il contesto è quello della Val Trebbia, di cui il Ristorante Bellaria offre una splendida vista. Le ampie vetrate che circondano le sale interne sono, infatti, affacciate su campi e boschi verdeggianti, dove una strada serpeggia arrampicandosi per i colli vicini. Laggiù, nascosto, scorre il fiume Trebbia, come una vena pulsante nel cuore di questa generosa terra. Una vista da cartolina, che fa da sfondo ai tavoli, ben distanziati e disposti in modo da godere sia della luce viva del giorno, sia di quella rosea e romantica del tramonto. Un locale che, pur rinnovato di recente, mantiene lo stile semplice della tradizione. Quella che ispira anche e soprattutto la proposta culinaria.

rist bellaria rivergaro porcini freschi 

La tradizione piacentina protagonista

Il menù abbonda di specialità tipiche della tradizione piacentina. A partire dagli antipasti, coi taglieri di salumi accompagnati da l’irrinunciabile gnocco fritto, qui noto come chisolino. La versione del ristorante Bellaria si presenta piuttosto bassa e caratterizzata da qualche bollatura in superficie. Non tra le mie preferite, sembra più una frittellina, anche se ha il pregio di risultare leggera e non particolarmente salata. I salumi, invece, sono di gran qualità. Del resto, la zona vanta DOP, quali: Salame Piacentino, Pancetta Piacentina e Coppa Piacentina. Tre campioni di gusto che rispecchiano la tradizione contadina legata all’allevamento del maiale e all’arte norcina, molto radicata in tutto il piacentino. Ma al ristorante Bellaria non mancano le altre due eccellenze della cultura emiliana in fatto di salumi, ovvero il Prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello. Salumi che qui sono trattati come dei veri tesori. Vengono, infatti, lasciati invecchiare nell’antica cantina in sasso del locale, in modo da poterli servire sempre al giusto grado di stagionatura.

rist bellaria rivergaro salumi

Passando ai primi piatti, troviamo gli immancabili pisaréi e fasò, una sorta di gnocchetti a base di pangrattato conditi con un sugo di fagioli, pomodoro e cotiche. Uno di quei “piatti poveri” capaci però di ripagare con tanto gusto. Gusto della semplicità che si ritrova perfettamente anche nei turtéi. Si tratta di tortelli di magro, ripieni di ricotta e spinaci e chiusi a forma di caramelle. Vengono serviti nelle due tradizionali versioni: in burro e salvia o con salsa di pomodori e funghi. Se la prima si distingue per delicatezza e per come sa esaltare consistenza e ripieno del tortello, la seconda sorprende per il modo in cui i funghi non annegano nel pomodoro, ma riescono, al contrario, a caratterizzarlo e ad arricchirne il sapore. A completare la proposta  della tradizione piacentina in fatto di primi, ecco gli anolini: una sorta di ravioli, a forma di mezzaluna, ripieni di stracotto di carne. Le versioni tipiche sono in brodo, con sugo rosso di funghi o al ragù. Specialità imprescindibili in un ristorante come il Bellaria, che le propone rigorosamente fatte a mano.

rist bellaria rivergaro pisarei a manorist bellaria rivergaro tagliolino pomorodi e basilico

Nei secondi piatti, invece, la bandiera della tradizione piacentina è tenuta alta dalla piccola di cavallo, uno stracotto di carne macinata, insaporito con un soffritto a base di cipolla, condito con sugo di pomodori e peperoni e servito con la polenta. Altre specialità tipiche sono la tasca alla piacentina (ovvero la punta di vitello accompagnata da una salsa di verdure) e l’anatra, preparata al forno e insaporita con erbe aromatiche.

rist bellaria rivergaro tagliata con porcini

Ce n’è per tutti i gusti

A rendere la proposta del Bellaria completa ci sono poi le altre specialità di carne, dall’arrosto ai nodini di vitello, fino alle costolette d’agnello. E ancora, costata, tagliata e filetto di manzo, la fiorentina, i crudi, come tartare e carpaccio e, in stagione, il cinghiale in umido con la polenta, per un grande classico autunnale. Non mancano, infine, opzioni di pesce, come il branzino al forno, servito con verdure di stagione.

rist bellaria rivergaro tartarerist bellaria rivergaro tartare con porcini

Nonostante la cucina piacentina non vanti una grande tradizione in fatto di dolci, il ristorante Bellaria offre una discreta proposta di dessert fatti in casa. Tra le specialità, il tiramisù, la crostata con marmellata di prugne e la mousse al cioccolato e caffè con granella di nocciole. Nessuno mi ha conquistato in modo particolare, ma si percepisce e si apprezza il tratto inconfondibile delle cose fatte in casa. Quelle che non cercano scorciatoie, ma parlano un linguaggio sincero, fatto di passione e di ingredienti genuini.

rist bellaria rivergaro mousse caffe cioccolato e granella nocciolerist bellaria rivergaro dessert

Il fungo porcino nella sua massima espressione

A fare però del ristorante Bellaria di Rivergaro una delle tappe irrinunciabili nei miei viaggi da buongustaio sono le specialità a base di funghi porcini. Oltre ai due classici primi piatti, risotto e tagliolini, sempre presenti nel menù, durante la stagione vengono proposte portate in cui il porcino diventa protagonista assoluto: trifolato con olio, aglio e prezzemolo, alla brace, al forno (condito con un filo d’olio e aromatizzato con aglio e rosmarino) oppure impanato e fritto. Quattro modi diversi, uno più buono dell’altro, per assaporare il re del bosco. Se il fritto è notoriamente goloso, le versioni al forno e alla brace permettono di apprezzare ancora di più la freschezza e la qualità della materia prima. A mio parere però la più riuscita tra le quattro è quella trifolata: qui il porcino esprime tutto il suo potenziale, col soffritto d’aglio olio e prezzemolo che sembra fatto apposta per riprenderne e amplificarne al meglio profumo e aroma. In ogni caso, la scelta di inserire queste specialità in menù solo in stagione è fatta proprio nell’ottica di rispettare e valorizzare questo autentico dono della natura. Nel periodo da giugno a ottobre si può così assaporare il fungo porcino nella sua massima espressione. Ai piatti citati prima si aggiungono anche le insalate di funghi a crudo, come quella a base di ovuli, carciofi e scaglie di grana e soprattutto la mitica terrina porcini e patate. Personalmente considero quest’ultima un’invenzione capolavoro. I funghi vengono dapprima fatti saltare in padella e insaporiti con olio, aglio e prezzemolo, alla maniera dei trifolati. Poi sono disposti a strati, in una terrina, insieme alle patate tagliate sottili, stile chips, e ripassati al forno. Il risultato è un’esperienza gustativa semplicemente spettacolare: le sfoglie di patata, appena ammorbidite, s’impregnano del sentore dei porcini, in un riuscitissimo matrimonio di consistenze e di sapori. Un’esplosione di gusto che lascia la sua impronta anche ben oltre l’ultimo sospirato boccone. Una delizia unica, da assaporare con un profondo crescente senso di gratitudine verso chi ha avuto genio nel concepirla e sapienza nel prepararla.

rist bellaria rivergaro terrina patate porcinirist bellaria rivergaro porcini brace + fritti

Il valore della conduzione familiare

Una sapienza tanto antica quanto rara e preziosa oggi. Se il ristorante Bellaria sa distinguersi per qualità e per la proposta di piatti che rispettano la tradizione piacentina è grazie a chi sta dietro le quinte. A lavorare e sudare tra forno e fornelli, impastando con infaticabile energia, tirando sfoglie e dando forma a manufatti dal gusto impagabile, c’è la signora Loredana. E’ lei – mamma di Sara e Marina, che, insieme a papà Maurizio, gestiscono il locale – la regina della cucina. Colei che ancora oggi supervisiona la preparazione dei piatti, in cui è affiancata da uno staff di assoluto livello. Un ristorante a gestione familiare dunque, con una storia importante dietro. Quella di Maurizio e Daniele Merlini, i due fratelli che hanno coronato una lunga carriera professionale in ambito gastronomico dando vita al Bellaria. Da qualche anno Daniele ha lasciato l’attività a Maurizio e alla sua famiglia, ma è rimasta l’impronta indelebile di ciò che ha ispirato tutto. Ovvero, la passione e l’amore per la tradizione piacentina. Una tradizione da rispettare e proporre nella sua versione migliore. Per donarla infine a chi ha il privilegio di poterla provare. Venire a mangiare qui, al ristorante Bellaria di Rivergaro, è davvero come ricevere un dono. Qualunque sia la vostra scelta, c’è da credere che ne uscirete appagati.

Ristorante Bellaria Rivergaro

Via Genova, 88

29029 Rivergaro (PC)

Telefono: 0523 958612

http://www.ristorante-bellaria.it/

 

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