Fatima Lucchese: lo strudel ha la sua regina

fatima lucchese farfalla del trentino - strudel cup 2019

Con la sua “Farfalla del Trentino” ha sbaragliato la concorrenza alla prima edizione della “Strudel Cup”, ma il laboratorio della sua pasticceria “La Perla Nera” sforna quotidianamente ogni genere di golosità. Andiamo a conoscere meglio Fatima Lucchese, autentica artista del gusto.

fatima lucchese premiazione strudel cup

Una passione che diventa arte

Quarantatreenne, con alle spalle un’importante parentesi di vita in Venezuela, dove ha vissuto dai 12 ai 18 anni, Fatima Lucchese ha saputo affermarsi nella pasticceria nel giro di pochi anni. Il primo approccio con l’arte dolciaria l’ha avuto da bambina, proprio quando viveva in Venezuela e si dilettava nel creare dolci da vendere poi a scuola. Passione poi scivolata in secondo piano e riabbracciata solo nel 2011, quando Fatima, nel frattempo tornata a vivere in Italia, si interessa al mondo del cake design e, in particolare, alla decorazione del croissant. Da lì in poi è stato un crescendo, che l’ha vista frequentare corsi e maturare esperienze, anche all’estero, dove approfondire e affinare la sua tecnica. Fino a coronare il sogno di aprire una pasticceria-caffetteria tutta sua, a Brentonico, piccolo comune della provincia a sud di Trento. Qui si possono acquistare o gustare direttamente torte, croissant, biscotti, cioccolatini e tutte le creazioni dolciarie che Fatima realizza nel suo laboratorio, dove nascono e prendono forma capolavori di ogni genere. Ultimo in ordine di tempo, lo strudel “Farfalla del Trentino”, che le è valso l’affermazione alla prima Strudel Cup.

fatima lucchese croissant lampone preparazionefatima lucchese croissant

La regina dello strudel

L’idea di realizzare un campionato italiano dello strudel nasce dall’iniziativa del pluripremiato maestro pasticcere Luigi Biasetto, con la collaborazione dell’Azienda per il Turismo Alpe Cimbra e del locale John Café di Folgaria. Proprio a Folgaria, dal 23 al 26 aprile 2019, ha avuto luogo l’evento, aperto a tutti i pasticceri in attività da almeno cinque anni e residenti in Italia da almeno sette anni. Ogni concorrente era libero di presentare una sua versione di strudel, che rispettasse alcuni precisi vincoli. A partire dall’esclusione di margarine, aromi sintetici, surrogati e semilavorati già pronti per l’impasto. Bandite dunque tutte quelle “scorciatoie” spesso imboccate dai prodotti industriali, per esaltare, invece, l’abilità artigianale e premiare la scelta di ingredienti di qualità. Riguardo gli ingredienti, a parte la presenza tassativa di mele fresche, di qualsiasi varietà, uvetta e una pasta arrotolabile (sfoglia, fillo o frolla che fosse), i partecipanti avevano carta bianca. Libero sfogo all’estro e alla creatività, che ha visto trionfare proprio Fatima Lucchese. Affacciatasi con curiosità all’evento, ne era rimasta quasi intimorita, specie quando ha scoperto la caratura della giuria. Oltre al già citato Biasetto, sono intervenuti, quali giudici della manifestazione, altri grandi maestri della pasticceria italiana, Alfonso Pepe su tutti. “Devo ammettere che ho tentennato nel proseguire, quando ho visto da chi era composta la giuria… mi sono detta: è troppo per me!” – confessa Fatima, con l’umiltà semplice e genuina che la contraddistingue. “Ma ormai ero in ballo e ho cercato di non pensarci troppo e concentrarmi su quello che avevo in mente”. Così è nata l’idea di realizzare un involucro di pasta sfoglia, cui dare esternamente la forma di un tronco, per omaggiare gli splendidi boschi del Trentino-Alto Adige, e di una farcitura a Km 0, con mele, noci e miele di produzione locale, farina del Monte Baldo e una nota alcolica data da vino e grappa sempre trentini. Il tutto impreziosito da una decorazione esterna con mele caramellate, ripiegate in modo da dare l’idea di ali di farfalla, posate su una tavoletta di cioccolata, anche queste lavorata in modo da sembrare legno. Risultato: un’opera in cui la tradizione e l’amore per la propria terra si sono fuse e completate con la fine arte del cake design, di cui Fatima è grande interprete. Una vera e propria opera d’arte, da ammirare, ma soprattutto da gustare. Un’opera che ha saputo conquistare gli occhi critici e i palati esperti della giuria e che ha consacrato Fatima Lucchese “Regina dello Strudel”.

fatima lucchese creazione tortefatima lucchese strudel2

La sfida: crescere nel segno della qualità

La conquista della Strudel Cup è stato un successo inatteso, ma non rappresenta certo un punto d’arrivo. Caso mai lo stimolo a proseguire con ancora maggior energia ed entusiasmo sulla strada dell’affinamento della sua arte. Fatima Lucchese, infatti, non è persona che ama crogiolarsi sugli allori dei riconoscimenti ottenuti. Dopotutto è così, sperimentando, facendo prove su prove, in una spassionata ricerca della perfezione, che è nata la “Farfalla del Trentino”.

fatima lucchese colomba lievito madrefatima lucchese panettone

E con la stessa passione e cura di ogni dettaglio prendono forma anche tutte le altre creazioni che hanno decretato il successo di Fatima e della sua pasticceria La Perla Nera. Se croissant e piccola pasticceria sono sfizi all’ordine del giorno, altri fiori all’occhiello della sua produzione sono i panettoni e le colombe, per i quali usa solo ingredienti naturali, con predilezione per materie prime locali, come la già citata farina del Monte Baldo. Ma dal laboratorio di Fatima escono anche torte personalizzate per ogni occasione, da quelle più tradizionali a quelle impreziosite dalle decorazioni di cake design. Le richieste crescono, al pari della notorietà. La sfida diventa allora cercar di soddisfarle senza sconti sulla qualità. Cosa non certo facile, ma che non la spaventa. Rappresenta, anzi, un nuovo obiettivo da raggiungere, con l’entusiasmo, la passione e la professionalità di sempre. Quando il livello della sfida si alza, del resto, Fatima Lucchese risponde: presente!

 

 

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