Tradizione e sapori di Romagna #acasadellazdora

A chi, come me, ama le tradizioni e i sapori della Romagna, il Natale 2018 ha portato un grande dono. Dono che oggi andiamo idealmente a scartare, aprendo la porta che conduce a casa dell’azdora…

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Azdora, detentrice di un sapere antico

Un po’ home restaurant, un po’ scuola di cucina: il progetto #acasadellazdora nasce dalla passione e la dedizione per la cucina tradizionale romagnola di Frida Vasini, bellariese doc. Il suo cognome è, infatti, legato a doppio filo al paese di Bellaria-Igea Marina (pochi chilometri a nord di Rimini), dov’è nata e cresciuta. E dove vive da sempre. Frida è una vera e propria azdora moderna. Per chi non avesse dimestichezza con la cultura romagnola, azdore sono le donne che si occupano della casa e della famiglia. Il termine dialettale azdora (‘zdora, nella forma contratta, più comune nel parlato) si può, infatti, tradurre come “colei che regge”. Perché, come ci racconta la stessa Frida, storicamente in Romagna gli uomini erano quelli che trascorrevano l’intera giornata fuori casa, a lavorare in campagna o in mare a pescare. Erano quindi le donne a gestire la casa e i figli, ad occuparsi dell’economia domestica e, ovviamente, anche della cucina. Ecco perché le ‘zdore sono le depositarie di un sapere antico e prezioso, le ricette di quelle specialità che costituiscono un patrimonio d’inestimabile valore. Proprio da qui trae origine l’idea di Frida, riscoprire e far conoscere il patrimonio della cucina tradizionale romagnola. E per farlo ha deciso di aprire le porte di casa sua, dove organizza periodicamente piccoli corsi in cui insegna a realizzare una specialità tipica e pranzi/cene con menu completi (dall’antipasto al dolce) a base di piatti preparati da lei. Un’idea che ha preso forma nel tempo, fino a concretizzatasi nel dicembre 2018, proprio in occasione delle festività natalizie, quando Frida ha proposto la sua prima cena con menu a tema. Iniziativa accolta con entusiasmo e da cui ha preso il via a questa nuova avventura, che sta incontrando sempre maggiore interesse.

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Piatti che parlano della storia e della cultura di un popolo

Protagonista indiscussa a casa dell’azdora è, dunque, la tradizione romagnola, sia per quanto riguarda la scuola di cucina, sia per l’home restaurant. Una cucina casalinga, che propone di volta in volta menu diversi, sempre a tema. In particolare, i piatti proposti sono spesso d’ispirazione marittima, legati alla tradizione pescatora che caratterizza i paesi della riviera. Cosa che rende la sfida di Frida ancora più impegnativa. ‘Mentre delle specialità dell’entroterra romagnolo è più facile trovare testimonianze storiche, con ricette e preparazioni ben descritte, di quelle legate ai paesi costieri sono rimaste poche tracce scritte’ – spiega Frida. ‘Molte cose sono state tramandate a voce e sarebbe un peccato perderle’. Oltre a portare in tavola proposte in grado di allietare i suoi clienti, la missione di Frida è quella di recuperare e valorizzare un patrimonio storico di cui lei stessa è testimone. Il papà era un pescatore, mentre mamma e nonna erano, manco a dirlo, delle ‘zdore e le hanno trasmesso quella passione che ancora oggi mette in ciò che fa e propone. E allora i fortunati ospiti di casa dell’azdora possono avere il piacere di assaporare piatti come le seppie in umido coi piselli, gli strozzapreti alle vongole o il brodetto di pesce. Quest’ultimo, soprattutto, rappresenta un baluardo della tradizione costiera. Un tempo, i pescatori erano soliti preparare il brodetto direttamente in barca. Si prendevano gli scarti del pesce appena pescato, quello non idoneo ad essere venduto, lo si lavava con l’acqua di mare e lo si preparava con un intingolo a base di aglio e olio. Si lasciava poi il tutto all’interno di una zuppiera, che veniva posta al centro, dove tutti potevano attingere, inzuppandoci il pane. A casa dell’azdora non si ripropone questo rituale, ma la preparazione dei piatti, anche del brodetto, è fedele all’originale. Allo stesso modo, i sughi e gli intingoli di pesce sono “rossi”, ovvero a base di pomodoro. Un tempo, infatti, le famiglie povere e numerose cercavano di fare di necessità virtù. Il pesce aveva un costo che imponeva di essere parsimoniosi nell’acquistarlo, mentre le campagne abbondavano di pomodori. Preparare un sugo a base di pomodoro era allora un modo per insaporire, anche con poco pesce, il condimento di una pasta e soddisfare comunque tutta l’intera famiglia.

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Imparare un po’ di Romagna con le mani in pasta

Per quanto riguarda la scuola di cucina, ogni lezione si concentra sulla preparazione di una specialità romagnola, dalle paste fresche, come pappardelle, strozzapreti o passatelli, all’inimitabile piadina. Ogni partecipante viene dotato di grembiule e di uno piano di lavoro con davanti gli ingredienti necessari alla preparazione del giorno. Si parte, in genere, da un mucchietto di farina e un po’ d’acqua. Tutti i partecipanti mettono le mani in pasta e seguono Frida, che illustra la ricetta passaggio dopo passaggio, andando poi personalmente a seguire ognuno, per dare suggerimenti e eventualmente aiutare chi si trova più in difficoltà. Il clima è volutamente disteso e conviviale. Frida, del resto, è una romagnola fiera della sua cultura. Una cultura fatta di generosità, accoglienza e soprattutto giovialità. Affrontare le difficoltà della vita di tutti i giorni col piglio energico e positivo di chi non si perde d’animo è tipico delle ‘zdore. E a casa dell’azdora si respira davvero questo spirito. Parlare di corso di cucina diventa allora riduttivo. Quello che Frida propone è una vera e propria esperienza, una full immersion nelle atmosfere romagnole. Così, alla fine del corso, che dura in genere intorno alle tre ore, si cucina ciò che si è preparato e lo si degusta tutti insieme, con un buon bicchiere di Sangiovese e concludendo magari con una cantata collettiva. ‘Le tavolate una volta finivano sempre così, con una bella cantata festosa’ – ricorda Frida. ‘Anche questa tradizione andrebbe recuperata. Per questo amo proporla tutte le volte che ne ho occasione’.

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Un’esperienza che arricchisce

Sia pranzi e cene, sia i laboratori di cucina sono a numero chiuso. Nonostante tutta la generosità e l’ospitalità, si tratta pur sempre di una casa, con spazi limitati. Per prenotarsi, basta seguire #acasadellazdora sui canali social (Facebook e Instagram) o sul sito di Airbnb. Ogni volta che viene organizzato un nuovo evento, vi si può trovare la descrizione (nel caso di pranzi/cene, anche il menu con relativo prezzo), il numero di posti disponibili e le modalità di prenotazione.

Che sia per una buona mangiata o per imparare a preparare qualcosa con le proprie mani, una cosa è certa: da casa dell’azdora si esce più ricchi. Arricchiti da un’esperienza che ti fa vivere tutta la generosità che la Romagna è capace di esprimere, dalla sua gente ai piatti tipici. Una terra che ha nelle origini povere la sua straordinaria ricchezza. Una terra di cui Frida Vasini è sapiente e orgogliosa ambasciatrice.

 

 

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