Intervista a Valentina Solfrini, Hortus Natural Cooking

Link alla sua pagina Instagram e al suo sito internet Hortus Natural Cooking

Ciao e benvenuta su Storie di Food, raccontaci chi è Valentina Solfrini:

Valentina Solfrini è una che una volta disegnava flora e fauna e che ha deciso di passare dalla matita alla macchina fotografica dopo un periodo un po’ incerto. E’ anche una che, dopo un periodo negli USA, ha pensato che il tornare in patria avrebbe potuto produrre frutto, e che l’amore per la campagna, le stagionalità e i vestiti lunghi avesse, tutto sommato, un senso. Soprattutto se dietro vi sono delle storie da raccontare…

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Come è nata l’idea del tuo sito? Cosa ti ha spinto a condividere la passione per la cucina sui social network e in un sito?

L’idea è nata dopo essermi ristabilita in Italia. Poco prima di partire, una donna che abitava nel mio stesso stabile a New York, chiacchierando fuori dalla porta, mi disse: ‘voi Italiani avrete anche i vostri problemi. Ma io vi invidio; fossi in voi non cambierei lo stile di vita con niente al mondo: qui è tutto di corsa, le persone non si guardano in faccia, trovare punti d’incontro è difficilissimo, il cibo non è necessariamente un modo di fare convivialità. Non sai cosa darei per avere uno stile di vita anche solo un po’ più tranquillo.’ Da allora qualcosa in me ha fatto click. Anche se virtuale, volevo dare una boccata d’aria italiana alle persone.

Hortus Cucina Naturale è famosissimo e uno dei blog più seguiti. Quanto tempo dedichi al giorno alla cura della pagina e quanto lavoro c’è dietro ogni post?

Purtroppo quest’anno il lavoro mi ha occupato un po’ troppo tempo e ho faticato ad aggiornare il blog…per ogni post, infatti, ci possono volere anche tre giornate di lavoro intere. I miei set sono un po’ complessi e bisogna contare il tempo per allestire, cucinare, disallestire, pulire, editare, scrivere, e postare. Dedico comunque almeno un’ora o due al giorno o ogni due giorni per i contenuti di Instagram tra post e stories – una parte che mi diverte tantissimo!

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Cosa significa per te “Hortus Cucina Naturale”? e perché hai voluto puntare su questo aspetto della cucina?

Deriva, nuovamente, da un duplice incontro. ‘Hortus’ deriva dalla passione per la storia dell’arte: gli Hortus Conclusus erano giardini in cui coltivare erbe, fiori, frutti e verdure presenti nei chiostri o nelle residenze, spesso riprodotti nelle illuminazioni medievali e nei dipinti, dal forte significato spirituale e simbolico. Mentre ‘cucina naturale’ vuole rifarsi semplicemente all’uso di prodotti quanto più possibile locali o comunque meno industriali possibile: la quantità di cibo, sia buono che cattivo, presente a New York mi aveva lasciata esterrefatta. Sentivo il bisogno di cucinare con gli ingredienti semplici a cui ero abituata.

Come hai imparato a cucinare? Hai qualche maestro o ti ispiri a qualcuno?

Mia madre, cuoca per oltre trent’anni negli alberghi di Romagna, reduce da stagioni in cucine di quaranta gradi in strutture dal lusso al semplice, e nonna, un tempo sfoglina a Bologna e anche lei cuoca militante in Riviera, sono state due grandi maestre. Mi hanno insegnato una cucina senza fronzoli e incredibilmente buona, anche se forse poco prona all’azzardo. A compensare in creatività ci ho pensato io, a volte con risultati ottimi, altre volte no…

Il piatto più bello che hai realizzato e pubblicato?

Sicuramente la mia torta cioccolato e fichi è uno dei miei post più belli e condivisi:
Mentre a livello di pubblicazione, sono innamorata della mia boscaiola al forno al tartufo. E’ un piatto uscito su Delicious AUS, Saveur e varie pagine web internazionali. Non sarà il più bello ma è una delle mie ricette più buone

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Come nasce l’idea di una ricetta?

Nel mio caso da tre filoni principali: la maggior parte delle volte nascono da ciò che trovo nell’orto o nei campi, altre volte dalla mia collezione di libri di cucina antichi, altre volte ancora dai quaderni di famiglia. Il mio modo preferito di cucinare rimane comunque guardare il mio cestino del raccolto o del mercato e capire cosa combinare con le verdure ed erbe che ho a disposizione.

Il tuo comfort food, il cibo di cui non puoi fare a meno?

La pizza! Anche se ad essere onesti qualunque cosa che preveda la combinazione di pomodoro e basilico vince, dal supplì agli spaghetti.

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Cosa non deve mai mancare nel frigorifero?

Verdura! Di qualunque tipo. Non credo ci sia una sola verdura che non mi piaccia.

Che rapporto hai con i tuoi followers?

Io adoro interagire con i followers, anche se purtroppo per mia natura non sono molto brava a farmi avanti io. Sinceramente vorrei che più gente mi scrivesse. Con alcune persone conosciute su IG ho costruito amicizie bellissime, e molti mi hanno confessato che erano un po’ intimiditi dall’idea di scrivermi. Invece io adoro attaccar bottone sui social anche se mi vergogno a scrivere io per prima!

Un aneddoto divertente che ti è accaduto (legato al blog o alla pagina Instagram)?

Non me ne vengono in mente di particolari, se non una volta in cui in un albergo delle ragazze mi sono venute incontro dicendo ‘è lei!!’ e io ci sono rimasta di sasso perché non avevo capito subito che potevano avermi riconosciuta da Instagam, ma la cosa mi ha fatto ridere tantissimo. Erano delle blogger anche loro ed è stato uno dei primi momenti in cui ho avuto il piacere di conoscere delle blogger in Italia!

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Il tuo blog ha uno stile che si potrebbe definire dark, tutto ciò è legato al tuo modo di essere o nasce da un idea di comunicazione alternativa ai classici siti di food blogger coloratissimi, tutti cuore amore e ricette?

In realtà è partita perché lo vedevo spesso in passato da altri blogger esteri, e mi sono resa conto che in casa avevo lo stesso tipo di luce scura. Casa è un vecchio casolare con i muri molto spessi, e in particolare in una capanna dietro casa dove potevo scattare in libertà c’era proprio quel tipo di luce. E’ stata una scoperta ingenua, dettata dall’ambiente più che dalla mia volontà, ma che allora era ancora abbastanza inesplorata.

Il piatto fashion? Quello che unisce cibo, travel, moda e tendenza?

Direi la ‘fluffosa’! Che sarebbe la angel food cake americana, una torta alta e soffice fatta con tante chiare d’uovo montate a neve. Io non l’ho mai fatta né mangiata, ma è una torta che si può ‘vestire’ in mille modi ed è molto bella a vedersi. Vorrei provarne una anche io, prima o poi. O, forse, che coniuga anche l’aspetto travel, ci sono gli intramontabili pancake!

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Progetti per il futuro? Hai qualche sogno nel cassetto non ancora realizzato?

Ho già pubblicato un libro, ma non era il momento giusto: avevo poca esperienza e non sono soddisfatta al 100%, nonostante gli editori fossero molto contenti. Ora che mi sento pronta vorrei pubblicare un libro del cuore, uno che racchiuda veramente l’essenza delle storie che voglio raccontare. Ci sto lavorando.
Il sogno più grande è però quello di riuscire ad avere uno spazio da condividere, dove si possa fare foraging, cucina, pasta fresca, foto, arte…una cosa alla volta!

Per concludere…svelaci un trucco in cucina

Non ne ho di particolari, tranne forse la scoperta della baking soda che ora utilizzo al posto delle normali bustine di lievito. Non so di preciso quale sia la differenza chimica, ma utilizzata sia sul dolce che sul salato da dei risultati fantastici!

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