Panzarotti

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Parallela a Corso Magenta, c’è una strada secondaria che è via Terraggio. Al civico 9 si trova Panzarotti.
Locale di una sola vetrina, ha insegne sobrie e poco evidenti, e data l’ubicazione non troppo di passaggio rischia di non essere notato dagli oltretutto rari avventori.

Ad accogliere, oltre al calore di forni e friggitrici, c’è Vincenzo, cordiale proprietario e fondatore della catena di Panzarotti e i ragazzi del suo staff.

L’ambiente è grande giusto i tre passi che separano l’ingresso dalla cassa, la cucina è a vista attraverso una vetrata, non ci sono coperti se non qualche tavolino di fortuna all’esterno.

Sicuramente, la prima cosa che colpisce entrando è la grande quantità e varietà di birre esposte sulle mensole. Vincenzo spiega che provengono da diverse parti del mondo, in modo che anche gli studenti in Erasmus possano trovare e bere la loro birra di casa. L’idea nasce dall’apertura del primo punto vendita in Viale Bligny, nei pressi dell’Università Commerciale Luigi Bocconi.

Oltre a quella delle birre straniere, è evidente la ricerca fatta tra i birrifici artigianali italiani, per portare in tavola una proposta unica e originale: #labirradigiù. Chapeau!

Chiara, scura, rossa o bionda ha nomi ispirati al dialetto pugliese, che rimandano alla convivialità con cui il nostro Stivale, e il suo tacco in particolare, si ritrova a mangiare.

Tra un sorso di Cumbà e un goccio di Mnenn si scelgono i panzerotti: da una lista di farciture proposte dallo chef, oppure dal bancone, selezionando personalmente gli ingredienti esposti a seconda dei propri gusti e voglie del momento.

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La degustazione è iniziata con un polpo alla griglia accompagnato da burrata, diverse salse e intingoli tra cui ha spiccato un pestato di peperoncini pugliesi: luceo non uro, è la definizione che meglio gli si addice. Piccante, senza eccessi.

I tre assaggi seguenti sono stati i veri e propri protagonisti della cena, panzerotti al forno e fritti.

Il Cavallo di Battaglia, di nome e di fatto, merita una medaglia al valore, in tutti i sensi.
Indiscutibile l’abbinamento degli straccetti di equino alla stracciatella.
Buono anche il panzerotto del giorno ripieno di polpo alla griglia e ortaggi misti. L’unica pecca è il taglio grossolano delle verdure che rende difficile addentare l’impasto senza romperlo.
Il panzerotto fritto non risulta unto, cotto bene sia l’impasto che la farcitura.

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Gli ingredienti sono tutti freschi e il ripieno godurioso, ma il prezzo, che si aggira attorno ai 7 euro a panzerotto, lascia l’amaro in bocca.

Oltre alla globalizzazione delle birre e alla qualità degli ingredienti, un altro punto a favore di questa panzerotteria pugliese, promotrice dell’artigianalità e del made in Italy, è la vendita al dettaglio di formaggi freschi marchiati Zizzona di Battipaglia®.

Senza pretese a partire dalla facciata, fino alla fine della cena ha complessivamente soddisfatto i requisiti di menù e servizio, il conto invece non risulta adeguato.

Panzarotti

Viale Bligny 1/a

Via Terraggio 9

http://www.panzarotti.it/

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